Catania, rubano un’auto del car sharing: incastrati dall’antifurto satellitare
13 novembre 2021
Nel corso della scorsa notte, personale delle Volanti ha arrestato un pregiudicato catanese 18enne Q.M.G. per furto aggravato in concorso e un minore quindicenne, entrambi responsabili di aver rubato da piazza Federico di Svevia un’auto della società di car sharing “Amigo”.
La ditta dell’allarme satellitare ha segnalato alla sala operativa che l’auto girava ormai da parecchi minuti nel quartiere Librino per poi spostarsi in zona San Cristoforo. Le Volanti, che si erano messe alla sua ricerca, sono riuscite a intercettarla in via della Concordia e, dopo un breve inseguimento, a fermarla in via Alogna...
SDS news

la tempestiva segnalazione e l’operazione lampo della polizia hanno permesso di recuperare la vettura e di smascherare il ladro, un albanese di 38 anni residente in provincia di Milano. Tutto era iniziato a seguito di una segnalazione pervenuta intorno alle ore 7.30 al 112, in cui una 30enne elpidiense aveva riferito di aver parcheggiato la propria auto, la sera precedente, sul lungomare Gramsci di Porto San Giorgio, per poi non trovarla più la mattina seguente. L’operatore della sala radio aveva comunicato immediatamente la targa, il modello e il colore dell’auto rubata alle pattuglie presenti sul territorio che, pochi minuti dopo, grazie all’antifurto satellitare di cui il veicolo era dotato , erano state in grado di localizzare la vettura in una... continua a leggere l'articolo...

I poliziotti del distaccamento della stradale di Aprilia hanno recuperato una pala meccanica cingolata dal valore di oltre 200 mila euro rubata nella notte a Cisterna di Latina e di cui era stata segnalata la presenza nella zona di Pomezia. Gli agenti sul posto hanno avviato accurate ricerche al confine tra i comuni di Pomezia, Ardea e Roma, mappando minuziosamente il territorio al fine di individuare il mezzo prima di perderne le tracce. Il tecnico della società di antifurto satellitare installato a bordo del veicolo ha spiegato agli agenti che il segnale del dispositivo era schermato e non forniva più aggiornamenti in tempo reale, riuscendo tuttavia a comunicare le ultime coordinate Gps valide registrate prima del blackout. Partendo proprio da questi ultimi dati geografici le pattuglie sono riuscite a stringere il cerchio attorno a un obiettivo specifico... continua a leggere l'articolo...



